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9 marzo 2015

BCE lancia Quantitative easing e compra titoli tedeschi

Mario Draghi e Angela MerkelLa Banca Centrale Europea ha dato l’avvio al Quantitative easing, il vasto programma di acquisti di titoli da 60 miliardi di euro al mese che durerà fino a settembre 2016. In pratica la BCE mette sul piatto 1.140 miliardi di euro in 19 mesi per far crescere l’inflazione. L’obiettivo è contrastare il calo dei prezzi che, complice il crollo delle quotazioni del petrolio, ha agitato lo spettro della deflazione sull’Eurozona. Un altro effetto positivo atteso è la svalutazione dell’euro che favorisce le esportazioni.

Sulla carta il piano dovrebbe favorire anche i Paesi in difficoltà. Una domanda sorge spontanea: quale è stato il primo paese ad “usufruire” del Quantitative easing? La BCE ha iniziato acquistando titoli di Stato tedeschi, ovvero quelli più sicuri e che non avevano bisogno dell’aiutino. Il mondo alla rovescia in pratica. La Cgia di Mestre stima che l’Italia dovrebbe ricevere dalla BCE fino a 150 miliardi di euro. Ma non è oro tutto quello che luccica. Il Quantitative easing non convince perché ha un doppio limite negli acquisti di titoli, pari al 33% per il debito di ciascun emittente e al 25% per ciascuna emissione. Ma non finisce qui. I rischi dei titoli comprati dalla Banca Centrale Europea saranno condivisi solo nel caso di quelli europei, con una quota del 20% sul totale. Questo significa che il restante 80% diventa un “problema” per le banche centrali di ogni paese. Il timore è che la stragrande maggioranza della massa di denaro del Quantitative easing non andrà a pagare i debiti dei poveri. Il QE non è un regalo della BCE ma altro debito.

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