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23 aprile 2015

Regolamento Dublino III è un problema per Italia e migranti

MigrantiLe domande di asilo presentate in Italia nel 2014 sono state 63.700, con un aumento del 148% sull’anno precedente. Tra le nazionalità maggiormente rappresentate non ci sono né la Siria né l’Eritrea, malgrado siano i primi due Paesi di origine dei 170.757 migranti arrivati via mare in Italia. Come mai?

Molti migranti forzati non si sono fermati, ma hanno proseguito verso il Nord Europa in modo illegale. Molti restano solo poche settimane a Roma, in strutture di accoglienza temporanea o ripari di fortuna. Cosa significa? Che i migranti non vogliono restare nel nostro Paese, l’Italia è solo un punto di partenza per arrivare in altre nazioni dove ci sono condizioni economiche più favorevoli. Peccato che questo si scontra con il Regolamento Dublino III, ovvero il trattato che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide(rifusione). Ma cosa prevede il Regolamento Dublino III?


Ogni domanda di asilo deve essere esaminata da un solo Stato membro e la competenza per l’esame di una domanda di protezione internazionale ricade in primis sullo Stato che ha svolto il maggior ruolo in relazione all’ingresso e al soggiorno del richiedente nel territorio degli Stati membri. In pratica significa che un rifugiato deve rimanere nel primo Paese di arrivo. Quindi se arrivano tutti in Italia per ragioni geografiche di vicinanza all’Africa devono rimanere nel nostro Paese anche se non vogliono. Il Regolamento Dublino III conduce inoltre a una distribuzione ineguale delle richieste d’asilo tra gli Stati membri. Il trattato andrebbe rivisto, passando ad una concezione “europea” delle frontiere, e non più nazionale.

Una domanda sorge spontanea: i paesi del Nord Europa saranno d’accordo? La libera circolazione delle persone è un diritto fondamentale che i trattati garantiscono ai cittadini dell’Unione europea(UE). Essa si realizza attraverso lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne. Perché non estendere questo diritto anche a quelli richiedente asilo? Il progetto UE non fallirà per la mancata crescita economica ma per la scarsa cooperazione tra gli Stati membri sull’emergenza migranti. Ieri(22 aprile), l’Onu ha detto che arriveranno 1 milione di profughi siriani nei prossimi 5 anni. L’Unione Europea potrà accoglierli? La risposta è affermativa, ma solo se ogni Stato la smetterà di pensare ai propri interessi. L’Italia non può reggere un milione di profughi da sola.

Allegato: Regolamento(UE) n. 604/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013

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