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12 luglio 2016

Lettere contro la guerra

Lettere contro la guerraLettere contro la guerra” è un libro di Tiziano Terzani e pubblicato da TEA. L’autore nasce a Firenze nel 1938 e dal 1971 è corrispondente dall’Asia per il settimanale tedesco “Der Spiegel”. Terzani scrive anche per “La Repubblica” e per il “Corriere della Sera”. Nel 2002 pubblica “Lettere contro la guerra”, una serie di lettere scritte dallo scrittore dopo l’undici settembre 2001. Muore a Orsigna, nei pressi di Firenze, il 28 luglio 2004.

Questo piccolo libro, sgorgato da Terzani in pochi mesi, ma frutto di una vita di viaggi e conoscenze, ci parla non più di una guerra, bensì di tutte le guerre, e contro di esse fa sentire la sua voce limpida, ormai al di là della cronaca. Lo scrittore cerca di rispondere con riflessioni accurate e pacate alle difficilissime sfide che la globalizzazione sta portando alla luce e offre strumenti di comprensione dei complicati conflitti trans-nazionali che ancora oggi scuotono il Medio Oriente, riflettendosi anche nelle nostre vite quotidiane. In un’epoca in cui nessuno accetta più lezioni da nessuno, le Lettere di Terzani sono invece una lezione preziosissima, non soltanto contro la violenza, ma anche contro l’intolleranza, l’ipocrisia, le semplificazioni e l’indifferenza.

La violenza non si può combattere con altra violenza, questo è uno dei messaggi che lo scrittore lascia al lettore. Quanti civili sono morti per vendicare le vittime del World trade center? A quanti giovani musulmani è stato insegnato ad odiare gli occidentali dopo l’inizio dei bombardamenti? Quante volte la verità sulle azioni dei talebani è stata “ritoccata” in Europa e negli Stati Uniti per far apparire il nemico più cattivo e temibile? Questo è quello che il giornalista-scrittore si domanda. Da tempo qualcosa non funziona nell’atteggiamento occidentale nei confronti delle altre culture. I suoi scritti ci raccontano le cause politiche, economiche, religiose e culturali che sono alla base delle distruzioni di città e vite umane, di cui spesso le vittime sono civili.

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