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4 giugno 2014

Vent’anni fa moriva Massimo Troisi

Massimo TroisiIl 4 giugno di vent’anni fa, appena 12 ore dopo la fine del suo film più ambizioso e impegnativo, “Il postino”, Massimo Troisi abbandonava questo mondo crudele per entrare nell’Olimpo degli immortali. Per noi altri, era un sabato afoso e tranquillo finché non si diffusa la notizia della morte dell’attore e regista napoletano.

Nato il 19 febbraio del 1953 da un macchinista ferroviere e da una casalinga, si era formato sulle tavole del palcoscenico, istintivo erede di Eduardo De Filippo. Scanzonato e allo stesso esitante, amatissimo dal pubblico, Troisi, ha saputo unire la tradizione napoletana con il nuovo. I suoi film sono spaccati di filosofia napoletana, indolente e fatalista, i suoi personaggi uomini timidi, pigri e sognatori. Dopo il successo a teatro e in TV con la “Smorfia”, esordì nel cinema con “Ricomincio da tre”, cui seguirono “Scusate il ritardo” e “Non ci resta che Piangere” di Roberto Benigni. “Morto Troisi, viva Troisi!”, “Le vie del Signore sono finite” e “Pensavo fosse amore... e invece era un calesse” sono le altre tre opere dirette da Troisi. Nel 1996, “Il postino” venne candidato a cinque Premi Oscar(tra le quali Massimo Troisi come miglior attore), ma delle cinque nomination si concretizzò solo quella per la migliore colonna sonora(scritta da Luis Bacalov e Sergio Endrigo). Questa sera su Rai 3 alle 23.10 andrà in onda “Massimo, il mio cinema secondo me”, un documentario di Raffaele Verzillo.

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