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7 settembre 2014

Cgia: Non si trovano esperti digitali

Analisti, progettisti e programmatori i più difficili da reperireAnalisti e progettisti di software, tecnici programmatori, ingegneri energetici/meccanici, tecnici della sicurezza sul lavoro, esperti in applicazioni informatiche sono difficili da trovare sul mercato. La Cgia di Mestre ha analizzato i dati emersi dalla periodica indagine dell’Unioncamere-Ministero del Lavoro su un campione qualificato di imprenditori italiani. Oltre 29 mila nuovi posti sono le previsioni di assunzione per il 2014 per queste figure professionali. Di questi, stando alle risposte rilasciate dagli intervistati, quasi 8.500 rischiano di non essere coperti perché non reperibili sul mercato del lavoro.

Un dato, quest’ultimo, molto inferiore a quello riferito al 2009 che, in termini assoluti, era pari a quasi 17.600. In buona sostanza, negli ultimi sei anni i “lavoratori introvabili” sono pressoché dimezzati. In questi ultimi sei anni la graduatoria dei lavoratori più difficili da reperire è mutata profondamente. Se all’inizio della crisi non si trovava oltre la metà degli infermieri/ostetriche, dei falegnami e degli acconciatori, nel 2014 le professionalità più difficili da trovare risultano gli analisti e i progettisti di software(37,7%), i programmatori(31,2%), gli ingegneri energetici e meccanici(28,1%), i tecnici della sicurezza sul lavoro(27,7%) ed i tecnici esperti in applicazioni informatiche(27,4%), tutte figure con una elevata specializzazione e competenza.

Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, ha dichiarato: “Spesso la preparazione di molti giovani è ben al di sotto delle richieste avanzate dalle imprese. Tuttavia molte aziende scontano ancora adesso metodi di ricerca del personale del tutto inadeguati, basati sui cosiddetti canali informali, come il passaparola o le conoscenze personali che non consentono di effettuare una selezione efficace. Inoltre, non va trascurato nemmeno il fenomeno della disoccupazione d’attesa: nei settori dove è richiesta una elevata specializzazione, le condizioni offerte dagli imprenditori, come la stabilità del posto di lavoro, la retribuzione e le prospettive di carriera non sempre corrispondono alle aspettative dei candidati”.

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