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1 gennaio 2015

Il discorso di fine anno di Beppe Grillo

Beppe GrilloUn vecchio scantinato illuminato da una vecchia lanterna. Questa è l’ambientazione scelta da Beppe Grillo per il discorso di fine anno. “Siamo nel nuovo ufficio della Casaleggio associati dove aleggiano gli spiriti, quelli buoni, per cospirare, spifferare, parlare di cose cose come lealtà e onestà che fuori vengono percepite come rivoluzionarie o eversive. Noi siamo i veri eversori”. Inizia così il monologo del leader del Movimento 5 Stelle.

Grillo ha dichiarato: “Il problema dei problemi non è neanche la mafia di Roma, l’Expo, il Mosè perché ci stiamo abituando a questo marcio e non lo percepiamo più. Forse il 2015 ci porterà dei risultati straordinari. Può darsi che l’ebetino(Matteo Renzi, ndr) si leverà di mezzo”. Il comico genovese ha attaccato anche il presidente della Repubblica: “Giorgio Napolitano, che ha condiviso e forse sponsorizzato lo sfacelo di questo Paese, si toglierà da questa situazione molto precaria”. Grillo indica anche gli obiettivi del M5S per il 2015: reddito di cittadinanza, leggi per il Made in Italy e il referendum consultivo sull’euro. Poi la straordinaria chiusura. Il comico genovese inforca gli occhiali e legge la fiabaLa pecora nera” di Italo Calvino. Sembra l’Italia di oggi.

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