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29 luglio 2016

Il News Feed di Facebook è la rovina dell’informazione online

L'articolo de Il Secolo XIXLa fine dell’informazione online è sempre più vicina. Tutta colpa di Facebook e del suo dannato News Feed. Mercoledì scorso(27 luglio), “Il Secolo XIX” ha postato sulla sua pagina Facebook un articolo di cronaca(foto). Nulla di nuovo, se non fosse che alcuni utenti hanno commentato senza leggere ciò che c’è scritto nell’articolo.

Dov’è la novità? Ormai lo sanno tutti che la maggioranza degli utenti di Facebook si limita a leggere il titolo di un articolo. Ma torniamo al caso specifico. “Un uomo di 38 anni sfrattato e senza lavoro”, questo è il titolo del post de “Il Secolo XIX”. Sotto la foto c’è scritto: “Tenta di darsi fuoco davanti alla moglie e ai figli”. Il quotidiano scrive che il primo commento è arrivato 4 minuti dopo la pubblicazione del post: “Diamo lavoro agli altri...”. Più o meno sulla stessa falsa riga anche altri 23 commenti. Quasi 4 ore dopo la condivisione del post qualcuno legge la notizia e si accorge che il 38enne che si è dato fuoco a Sarzana è un cittadino marocchino. Sino a quel punto, evidentemente, moltissimi utenti avevano commentato basandosi solo sul titolo, senza nemmeno sapere su che cosa stavano esprimendo la loro opinione.

Quello fatto da “Il Secolo XIX” è un esperimento interessante che mette in evidenza per l’ennesima volta l’ignoranza delle gente presente su Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg  ha dato parola anche ai prolet, ovvero persone insignificanti che non amano leggere e preferiscono sguazzare nell’ignoranza. In questa categoria rientrano anche coloro che si limitano a leggere il titolo di un articolo postato su Facebook. Sta diventato reale il mondo descritto da George Orwell nel libro “1984”. Gestisco alcuni blog dal 2006 e vi assicuro che l’informazione online non è stata sempre così. Fino a 4-5 anni fa la gente commentava ciò che c’era scritto nell’articolo, tutto è cambiato con l’avvento di Facebook(e i suoi odiosi algoritmi) e la diffusione della banda larga. Quest’ultima cosa è stata deleteria, perché ha dato l’accesso al web anche ai cosiddetti analfabeti funzionali.

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