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16 marzo 2017

ANM in crisi? Paga il cittadino

Autobus“Disservizi su tutta la rete”. La crisi nera del trasporto pubblico a Napoli è cominciata il 10 marzo 2017 con questo post sulla pagina Facebook dell’azienda napoletana mobilità(ANM). Da diversi giorni i cittadini devono fare i conti con il pessimo servizio offerto dalla municipalizzata del Comune di Napoli.

+++Disservizi su tutta la rete +++.

Pubblicato da Anm Napoli su Venerdì 10 marzo 2017

Secondo fonti sindacali, sono in strada circa 130 autobus su 320 programmati e anche la Linea 1 ha carenza di treni per coprire in modo decente tutta la tratta. Per fare un confronto, basta dire che all’epoca della giunta Iervolino gli autobus circolanti erano circa 700. Il fallimento del trasporto pubblico a Napoli era stato ampiamento previsto dal programma “Presa Diretta” nel 2014. Tre anni dopo la situazione è peggiorata ulteriormente. L’ANM rischia il crac e per salvarla il Comune di Napoli ha dato l’ok al trasferimento di immobili per 65 milioni di euro. Nel lungo elenco, anche la sede di via Marino, il parcheggio Brin, i depositi Stella Polare e Posillipo, con la possibilità di eventuali ulteriori integrazioni fino al raggiungimento della cifra. Tutto bene? Mica tanto.

Il piano di salvataggio prevede l’ennesima mazzata per i cittadini: il biglietto corsa singola di ANM passa da un euro a 1,10. Il rincaro di 10 centesimi andrà in vigore dal primo aprile 2017. Ma non finisce qui. Dal primo gennaio 2018 il costo del biglietto salirà a 1,20 euro e crescerà di ulteriori 10 centesimi dal primo gennaio 2019. Questo significa che il ticket subirà un rincaro di 30 centesimi(pari ad aumento del 30%) nell’arco di 18 mesi. Follia pura. La crescita del prezzo del biglietto non fa che disincentivare il trasporto pubblico. Ma forse è quello che vogliono, dato che il servizio è scadente. La stangata colpirà anche i residenti del centro storico e delle zone senza parcheggio. Ci sarà, infatti, una stangata sulle tariffe delle strisce blu, che da 10 euro all’anno schizzano da un minimo di 50 euro ad un massimo di 150 euro, a seconda della fascia ISEE.

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