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20 agosto 2014

Ai curdi invieremo armi sequestrate 20 anni fa

Peshmerga curdiLe Commissioni Esteri e Difesa del Senato e della Camera hanno votato a favore delle risoluzioni di maggioranza che danno via libera all’invio di armi ai peshmerga curdi in Iraq. Al Senato 27 voti a favore e 4 contro, alla Camera 56 e 13. Contrari alle risoluzioni SEL e M5S, favorevoli invece all’apertura di corridoi umanitari.

Federica Mogherini ha dichiarato: “Quello che sta accadendo in Iraq è molto grave per l’impatto sulla popolazione. E’ un dovere politico e morale rispondere a un dramma umanitario”. Il ministro degli Esteri ha aggiunto: “L’Isis è una minaccia per la UE e il mondo intero”. Ma quali armi verranno regalate ai “fratelli” curdi? Sono quelle custodite nel deposito di Santo Stefano a La Maddalena. Si tratta di armi individuali, di squadra e contro-mezzi, tutti di fabbricazione ex-sovietica, confiscati dall’Autorità giudiziaria a seguito di sequestro in mare avvenuto venti anni fa, nel corso del conflitto nei Balcani. Cosa succederà se un kalashnikov si inceppa mentre i curdi sparano al nemico? L’articolo 11 della Costituzione dice che l’Italia ripudia la guerra. Inviando armi in Iraq non si fomenta un conflitto?

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