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2 luglio 2015

La verità sulla Grecia

GreciaLa Grecia è diventata il principale tema di discussione dei programmi di approfondimento televisivo. La maggior parte dei politici e giornalisti televisivi fanno una vera e propria disinformazione in vista del referendum di domenica prossima. Atene deve accettare le condizioni della Troika? E’ vero che i greci non hanno fatto i compiti a casa?

Il “caso” Grecia scoppia per la prima volta nel 2010. Con il primo piano di salvataggio e il secondo del 2012, Atene si è impegnata a tagliare molti benefici(13a, 14a e bonus di Pasqua, per esempio) ma anche ad aumentare l’età pensionabile a 67 anni(con almeno 15 di contributi). Con almeno 40 anni di contributi versati, si può andare a 62 anni. Inoltre fa fede la media di tutti gli anni lavorati, non soltanto gli ultimi cinque. Oggi la pensione media in Grecia è di 700 euro al mese mentre circa il 45% dei pensionati riceve meno di 650 euro al mese. Nel 2009, alla vigilia della crisi, la spesa previdenziale in rapporto al PIL era del 13,5%, la più alta dell’area euro, quasi il doppio della media Ocse del 7,8%. La quota è salita Gustavo Piganel 2012 al 17% del PIL per colpa del crollo del prodotto interno lordo.

Cosa ha portato la cura della Troika? Dal 2010 al 2015 il PIL greco è crollato del 27%, mentre il debito pubblico è arrivato al 180% del PIL. In Grecia sono calati anche consumi(-33%) e salari(-37%). Il valore assoluto delle pensioni in euro è calato dal 48%, mentre i dipendenti pubblici sono scesi di 250 mila unità. Il deficit pubblico sul PIL è passato dal 15,6% al 2,5%, un calo del 13,1%. Gustavo Piga ad “Omnibus” ha dichiarato: “L’Europa non risolve il problema della Grecia perché non sente il dolore dei greci. E’ troppo lontano politicamente.  A me vengono i brividi quando sento Renzi che mi fa un paragone con le baby pensioni, perché i 62 anni greci non sono i 45 anni di allora. La Commissione Europea ha detto che la più grande riforma delle pensioni per la sostenibilità l’ha fatta la Grecia”.

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