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8 novembre 2016

La bufala di Renzi sulla chiusura di Equitalia

Matteo Renzi“Il modello con il quale Equitalia si è diffusa e sviluppata è stato un modello inutilmente vessatorio nei confronti dei cittadini. Chiudere Equitalia significa chiudere con quel modello lì”. Questo è quello che ha dichiarato Matteo Renzi il 16 ottobre 2016. Sarà una vera riforma o un cambiamento di facciata?

Equitalia sarà sciolta e dal 1° luglio 2017 il suo posto sarà preso da “Agenzia delle Entrate-Riscossione”. E’ scritto nel testo del decreto fiscale. Al momento, però, a parte il cambio di denominazione non sembrano esserci altre novità sostanziali. Le norme che regolano le modalità di riscossione rimangono invariate e così gli interessi e l’aggio, la tassa fissa che paghiamo a Equitalia. Ci sarà invece una “rottamazione” delle sanzioni che rischia però di avvantaggiare soltanto un numero ristretto di ricchi evasori. Ieri(7 novembre) il programma “Report” ha dedicato qualche minuto alla riforma del premier Renzi. In alcuni casi, aderendo alla rottamazione, si potrebbe persino pagare più di quanto si dovrebbe oggi. Un esempio?

Un debito prima e dopo riforma di Equitalia

Una persona che ha un debito maturato nel 2014 nei confronti dell’Inps pari a 1.000 euro, dovrà pagare la sanzione del 6,5% e gli interessi del 4,13%. Se aderisce alla rottamazione, finisce per pagare di più. Il motivo? Sparisce la sanzione del 6,5% ma al suo posto compare la voce “interessi di rateizzazione” pari al 7,5%, mentre invece gli interessi del passato, pari al 4,13% rimangono invariati. Tirando la somma: oggi pagherebbe 1.106,3 euro, con la rottamazione pagherà 1.116,3 euro. 10 euro di più di quanto avrebbe pagato nella fase ordinaria perdendo il diritto a una rateizzazione ordinaria a 72 mesi o straordinaria a 120 mesi. Che fine faranno gli 8 mila dipendenti di Equitalia? Bisogna fare una breve premessa.

Equitalia è una società per azioni posseduta da Agenzia delle Entrate e Inps, quindi il concorso non è obbligatorio per dipendenti e dirigenti, entrati però attraverso una selezione che si basi su criteri di trasparenza, pubblicità e imparzialità. A partire dal luglio del 2017, Equitalia passerà sotto il controllo dell’Agenzia delle Entrate portandosi dietro i dipendenti. Il problema è che sono inquadrati come bancari, mentre i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate hanno un contratto di natura pubblica. Il contratto più vantaggioso, sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista economico, è il contratto attualmente in uso per il gruppo Equitalia. E sarà quello che manterranno, perché il nuovo ente pubblico di riscossione non rientrerà nel perimetro della Pubblica Amministrazione. Ormai è chiaro a tutti che quella di Renzi è una magia. Rimarrà tutto come prima, compreso il modello vessatorio.

#lostatodeiconcorsi

Pochi giorni fa è stato approvato il decreto fiscale che porterà all’abolizione di Equitalia. Ci sarà una “rottamazione” delle sanzioni che rischia però di avvantaggiare soltanto un numero ristretto di ricchi evasori. In alcuni casi, aderendo alla rottamazione, si potrebbe persino pagare più di quanto si dovrebbe oggi. Le sanzioni, inoltre, verranno abolite solo per le cartelle degli ultimi dieci anni. #Report #cucùequitalianoncèpiù

Pubblicato da Report su Lunedì 7 novembre 2016

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