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10 dicembre 2016

Frontex: Record di migranti in Italia

Record di migranti in ItaliaL’impennata di sbarchi di migranti degli ultimi 8 mesi fa diventare il 2016 l’anno record per numero arrivi in Italia. Il totale dei migranti individuati nel Mediterraneo centrale nei primi 11 mesi del 2016 sale quindi a 173 mila, un quinto in più dello stesso periodo dell’anno precedente. E’ quanto emerge dai diffusi da Frontex, l’Agenzia europea per le frontiere.

In termini assoluti l’anno con più sbarchi era il 2014 con 170 mila arrivi, battuto quest’anno con un mese di anticipo. La maggior parte dei migranti provengono dalla Nigeria e Guinea. A novembre i migranti arrivati in Italia sono stati 13.740 ovvero la metà rispetto a ottobre, però quattro volte di più degli arrivi di novembre 2015. L’impennata degli sbarchi in Italia non è casuale. Tutto inizia lo scorso marzo, quando è entrato in vigore l’accordo tra Unione Europea e Turchia. Il premier italiano Matteo Renzi ha assecondato i “capricci” di Germania e Austria versando 300 milioni di euro alla Turchia per chiudere la rotta dei Balcani. In totale l’UE ha regalato 3 miliardi di euro a Erdoğan per fare il lavoro sporco al posto nostro. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la rotta del Mediterraneo è tornata di moda e l’Italia non riesce più a gestire l’ondata migratoria. La cosa drammatica è che in Italia non ci sono abbastanza siriani ed eritrei candidabili al ricollocamento.

Finora solo 1.950 persone sono state ricollocate dall’Italia rispetto alle 40 mila promesse dall’UE. Il commissario UE Dimitris Avramopoulos ha dichiarato: “Se confrontiamo Italia e Grecia vediamo che fino all’80% dei migranti che attraversano il mar Egeo sono profughi, mentre la maggioranza di quelli che arrivano in Italia dal Mediterraneo centrale, anche in questo caso l’80%, sono irregolari. Non intendiamo cambiare i criteri delle nazionalità da ricollocare. La linea rimane quindi la stessa”. La Commissione europea ha deciso di archiviare i procedimenti di infrazione avviati nei confronti di Grecia e Italia sulle impronte digitali dei richiedenti asilo. Secondo l’esecutivo di Bruxelles, i due Paesi hanno attuato correttamente il regolamento Eurodac. La banca dati UE, istituita nel 2003 per le impronte digitali dei richiedenti asilo, vuole fornire elementi di prova relativi alle impronte digitali per agevolare l’applicazione del regolamento Dublino, che determina lo Stato membro competente per l’esame di una domanda di asilo presentata nell’UE.

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