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6 agosto 2017

La demolizione delle Vele slitta al 2018

Luigi De Magistris visita le Vele di Scampia“La convenzione sulle periferie firmata oggi porterà i fondi per finanziare un progetto a cui teniamo tantissimo: a Napoli abbatteremo le Vele di Scampia prima dell’estate di quest’anno”. E’ la dichiarazione fatta da Luigi De Magistris lo scorso 6 marzo, dopo la firma per la riqualificazione delle periferie italiane. Dopo alcune settimane, quel “prima dell’estate” si è trasformato in “entro l’estate”. C’è da dire che il sindaco di Napoli non ha mai specificato l’anno.

Oggi(6 agosto) è arrivata la doccia fredda: l’abbattimento delle Vele di Scampia slitta all’inizio del 2018. E’ quello che si legge in un articolo pubblicato dal quotidiano “Il Mattino”. La gara per la demolizione di tre delle quattro Vele e la riqualificazione di quella Celeste è stata vinta da un raggruppamento temporaneo di imprese(RTI) composta dalla società napoletana Servizi Integrati srl e dalla 3Ti Progetti Italia Ingegneria Integrata spa. La RTI si è aggiudicata il bando con un’offerta da 408 mila euro, con un ribasso del 39,25%, rispetto ai 672 mila euro a base di gara. Prima della firma del contratto bisognerà attendere 35 giorni, ovvero il tempo utile per le ditte escluse per presentare i ricorsi, come previsto dal codice degli appalti.

Entro il 31 ottobre 2017 il Comune di Napoli dovrà presentare tassativamente il progetto esecutivo alla presidenza del Consiglio dei ministri, o si rischia di perdere il finanziamento da 18 milioni di euro messi a disposizione dal Governo per l’abbattimento delle Vele. Ma non finisce qui. Dopo la presentazione al Consiglio dei ministri del progetto esecutivo, bisognerà indire il bando per effettuare i lavori di demolizione. Si tratterà di una gara europea che richiederà almeno un paio di mesi. Presumibilmente i lavori dovrebbero partire entro la primavera 2018, ricorsi permettendo. L’annuncio sull’abbattimento delle Vele è stata l’ennesima figuraccia fatta dal sindaco De Magistris. L’ex magistrato parla troppo, sembra quasi la versione “tamarra” di Matteo Renzi.

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