Ricerca personalizzata

Archivio

31 dicembre 2014

Il 2014 è l’anno della nascita del fuffantesimo

Matteo RenziMancano poche ore alla fine del 2014. Cosa ricorderemo di quest’anno? L’Italia chiude nuovamente in recessione, la disoccupazione è ai massimi dal 1977(anno di inizio delle serie storiche) e il debito pubblico continua a crescere ogni mese. Il 2014 però verrà ricordato per un altro motivo: la nascita del fuffantesimo.

Il 22 febbraio 2014, Matteo Renzi diventa premier facendo le scarpe al collega di partito Enrico Letta. Da quel giorno in Italia emergono delle “misteriose” figure umanoidi che cercano di plagiare i cittadini con parole in libertà. Tra questi ci sono anche anti renziani convertiti sulla via di Damasco(ops di Roma). La prima mossa Enrico Letta e Matteo Renzidi Renzi è il bonus IRPEF, una mancia elettorale di 80 euro a chi ha già un lavoro. Questa cosa diventa un tormentone durante la campagna elettorale delle Europee. La “mitica” Pina Picierno è quella che emerge tra le tante donne renziane ocoparlanti. A “Ballarò”, la pucchiacca casertana mostra uno scontrino e dichiara che “con 80 euro si può fare la spesa per due settimane”. Non contenta, in seguito dice che “con gli 80 euro i consumi sarebbero saliti del 15%”. Una balla colossale.

Ma alla fine il plagiamento di massa, complice anche dei giornalisti vassalli, viene attuato e il PD stravince con il 40,16%. Finito il tormentone 80 euro inizia quello dell’articolo 18. I renziani sostengono che con il Jobs Act si estendono i diritti a tutti, ma non è così. Qualcosa viene esteso a tutti: laPina Picierno precarietà eterna. Anche in questo frangente emerge la “mitica” Picierno. La “pidina” fa arrabbiare Massimo Cacciari durante una puntata di “Otto e Mezzo”. La tizia arriva a dire che “il Jobs Act è una riforma epocale”. Ridono tutti, compreso il conduttore Giovanni Floris. Il fuffantesimo è l’arte di fare discorsi senza capo né coda e sparare balle in continuazione. Tra gli esponenti di questo movimento politico segnalo anche Alessandra Moretti, Anna Ascani e Simona Bonafè. Quest’ultima si fa notare per il presunto miliardo di euro che si risparmierebbe con la riforma del Senato.

Nessun commento:
Write commenti

I commenti non inerenti al post, pieni di spam o diffamatori verranno cancellati senza ulteriori avvisi.

Iscriviti alla Newsletter

Ricerca personalizzata