Ricerca personalizzata

Archivio

10 dicembre 2014

Crolla la Borsa di Atene. Una nuova crisi nell’UE?

GreciaBorse europee in profondo rosso ieri(9 dicembre), trascinate in basso dal crollo storico della Borsa di Atene. Il ribasso è stato del ribasso del 12,78%, non accadeva dal 1987. I principali listini europei hanno bruciato 219,7 miliardi di euro di capitalizzazione di Borsa. Il crollo di Atene è stato alimentato dalla decisione del primo ministro Antonis Samaras di anticipare di due mesi l’elezione del nuovo capo dello Stato.

La maggioranza dispone in tutto di 155 voti, insufficienti nelle prime due votazioni previste il 17 e il 23 dicembre che necessitano di 200 deputati su 300, che al terzo scrutinio(previsto il 29 dicembre) diventano 180. A differenza di quella italiana, la Costituzione greca prevede lo scioglimento delle Camere se il presidente non viene eletto alla terza votazione. Il rischio voto ha scatenato il caos nei mercati finanziari. Gli avvoltoi temono che la Grecia non rispetti più gli impegni presi con la Troika(BCE, FMI e UE). Questa vicenda ci fa capire che i Paesi dell’Unione Europea non hanno più sovranità e sono ostaggio dei mercati.

A deprimere i mercati oltre all’effetto Atene pesano anche il calo del petrolio e delle Borse asiatiche. Preoccupa soprattutto il rischio deflazione in Cina. Nella seconda economia mondiale il tasso di inflazione si attesta all’1,4%, il livello più basso dal novembre del 2009. A settembre e ottobre l’inflazione era scivolata all’1,6%, dal 2% di agosto. Per il mese di novembre era atteso un dato stabile. Secondo gli analisti, il trend di rallentamento potrebbe continuare anche per l’indebolimento della domanda interna. La banca centrale cinese aveva già tagliato a sorpresa i tassi di interesse. Il governo potrebbe decidere nuove misure di sostegno all’economia.

Nessun commento:
Write commenti

I commenti non inerenti al post, pieni di spam o diffamatori verranno cancellati senza ulteriori avvisi.

Iscriviti alla Newsletter

Ricerca personalizzata