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12 marzo 2015

Italiane vanno in Svizzera a fare il lavoro più vecchio del mondo

Una lavoratriceNel 2014 il tasso di disoccupazione in Italia ha toccato il record dal 1977 raggiungendo quota 12,7%. Quel poco di lavoro che si trova è quasi sempre mal pagato e molti preferiscono andare all’estero. Più di 60 mila italiani giornalmente varcano il confine con la Svizzera dove hanno trovato un lavoro ben retribuito e poco tassato.

Tra questi ci sono anche molte ragazze italiane che raggiungono il ‪‎Ticino‬ per prostituirsi: le cosiddette frontaliere del ‎sesso‬. Perché vanno in Svizzera? La risposta è ovvia. In Svizzera la prostituzione è regolamentata e tassata, mentre nel nostro Paese il mestiere più vecchio del mondo rimane un tabù difficile da sfatare. La colpa è anche del Vaticano, che continua ad influenzare parte della nostra classe politica e della società civile. Il business della “pucchiacca” in Svizzera è enorme: 20 mila lavoratrici e un giro d’affari da 2,6 miliardi di euro all’anno. Una “lavoratrice” può arrivare a guadagnare fino a 12 mila euro al mese.

In Italia, questo settore redditizio lo “regaliamo” alla criminalità organizzata(con relativo sfruttamento) e a donne imprenditrici(di se stesse), che però non versano un euro di tasse. Catia Barone e Gabriella Serafini di “2Next” hanno seguito la storia di una frontaliere del ‎sesso(video).‬ Dal 2014 nei conti dei Paesi UE c’è anche una stima delle attività illegali come traffico di stupefacenti, servizi della prostituzione e contrabbando di sigarette e alcol. A Berlino è stata creata un app per prenotare le prostitute. Allo Stato italiano servono nuove entrate, una domanda sorge spontanea: perché questo settore non viene regolamentato e tassato anche nel nostro Paese?

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