Ricerca personalizzata

Archivio

Followers

26 ottobre 2016

La fuffa di Renzi sul taglio degli stipendi dei parlamentari

Matteo Renzi“I cittadini apprezzerebbero di più i sacrifici se ci fossero sacrifici anche da parte dei politici. I parlamentari devono dimezzarsi gli stipendi”. Questo è quello che disse Matteo Renzi nella puntata di “Otto e Mezzo” del primo febbraio 2012. All’epoca il fuffatore toscano era il sindaco di Firenze. Ieri(25 ottobre) il premier gelataio aveva l’occasione per mettere in pratica la sua “vecchia” proposta, ma ha preferito metterla in un cassetto di Montecitorio.

L’aula della Camera ha approvato la richiesta di un ritorno in Commissione del DDL Lombardi sul dimezzamento degli stipendi dei parlamentari. Lo ha stabilito l’assemblea di Montecitorio con 109 voti di differenza. Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, aveva lanciato un appello a tutti i parlamentari, in primo luogo quelli del Partito Democratico, a votare la legge. Non è servito a Costo dei parlamentatinulla. Il PD di Renzi ha votato per affossare la proposta di dimezzamento degli stipendi dei parlamentari. Il DDL Lombardi prevedeva: indennità di base di 2.500 euro, diaria fino a 3.500 euro e altri rimborsi fino 3.690 euro. Il risparmio mensile sarebbe stato di 3.934 per ogni deputato e di 4.640 euro per ogni senatore. Ci sarebbe stato uno risparmio annuale di 47.280.240 euro. Non è tempo per gli onorevoli, che hanno solo lo stipendio più alto d’Europa, di risparmiare sulle loro indennità. Il 4 dicembre 2016 ci sarà il referendum Costituzionale. Il PD pretende il Sì con la scusa dei tagli alla Casta, ma spedisce sul binario morto la legge che avrebbe ridotto gli stipendi dei deputati. In caso di vittoria del Sì, i deputati continueranno a prendere 13.624 euro al mese. Ricordatevelo quando andrete a votare.

Nessun commento:
Write commenti

I commenti non inerenti al post, pieni di spam o diffamatori verranno cancellati senza ulteriori avvisi.

Iscriviti alla Newsletter

Ricerca personalizzata