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11 ottobre 2014

Come uscire dalla crisi?

Come uscire dalla crisiL’Italia è in una situazione drammatica: PIL e consumi continuano a calare mentre salgono debito pubblico, disoccupazione e povertà. Le brutte notizie non finiscono qui. 67 miliardi di capitali sono fuoriusciti dall’Italia negli ultimi due mesi. Era dal periodo drammatico fra la primavera 2011 e la primavera del 2012 che non si assisteva a un’emorragia così sostenuta.

Una domanda sorge spontanea: come uscire dalla crisi? L’unico modo è rilanciare i consumi interni. Cosa si deve fare? Mettere soldi nelle tasche di chi ha reddito zero, non dando 80 euro a chi un lavoro già ce l’ha come ha fatto il governo Renzi. Ma torniamo al 2011. L’Italia è in piena crisi, lo spread sale ogni giorno e porta alla caduta del governo Berlusconi. La Troika(BCE, FMI e UE), con il benestare del presidente Giorgio Napolitano, manda Mario Monti a fare macelleria sociale. Il “tecnico” ha distrutto il ceto medio e ridotto in povertà quello basso. Giovedì scorso(9 ottobre), “Servizio Pubblico” ha intervistato Thomas Pikkety, l’economista francese autore del libro “Il capitale del XXI secolo”. La tesi principale del libro è che per uscire bene dalla crisi, bisogna cominciare dal redistribuire meglio la ricchezza. In poche parole, ci vuole una patrimoniale sulla ricchezza privata.

Uno studio Ocse, basato su dati del periodo 2011-2012, rivela che in Italia il 10% detiene 24% ricchezza. Un dato sottostimato che non tiene conto di chi evade. Pietro Modiano, presidente di Nomisma ed ex direttore generale di Intesa San Paolo, aveva parlato di patrimoniale nel settembre del 2011, cioè prima che venisse Monti a fare danni. Ha raccontato le motivazioni nella puntata(video) di “Presa Diretta” del 2 settembre 2013. Modiano ha detto: “L’idea era di fare una patrimoniale che gravasse sulla parte ricca del Paese per dare un segnale al mondo che l’Italia è un paese serio. Bisogna trasferire risorse da chi ha una bassa propensione al consumo, che sono i ricchi, a chi ha un’alta propensione al consumo. Solo così facciamo ripartire la domanda interna. 20 miliardi di euro all’anno per introdurre il reddito di cittadinanza o qualcosa del genere”.

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